Antonino Barresi 18/09/1919 – 20/05/2014

Domenica 20 maggio, all’età di 92 anni, il fratello Antonino Barresi è andato con il Signore. Era nato a Palermo il 18 settembre 1919, primogenito di cinque figli. Di famiglia modesta, il padre era un piccolo commerciante di prodotti per la casa e la madre casalinga. Non ebbe possibilità di studiare: conseguita la terza elementare, fu necessario che andasse a lavorare per sovvenire alle necessità economiche della famiglia. Imparò il mestiere di imbianchino. Iniziò tinteggiando i marciapiedi delle stazioni ferroviarie, finì per essere uno degli artigiani più apprezzati nella città di Palermo. A 19 anni prestò il servizio militare di leva in Marina. Mentre era sotto le armi scoppiò la Seconda Guerra Mondiale che lo vide impegnato come cannoniere nel cacciatorpediniere Ardito. Dopo varie vicissitudini, fu fatto prigioniero dai tedeschi e condotto ai lavori forzati. Dopo qualche tempo riuscì a scappare, restando nascosto nelle campagne di Orvieto, in casa di una famiglia di contadini, fino al suo ritorno a Palermo, nel ’44. Al termine della guerra, in una Palermo devastata dai bombardamenti, si unì in matrimonio con Rosa Chinzi, da cui ebbe 4 figli, Francesco, Maria, Angela e Olga.

Nel 1947 la moglie si convertì all’Evangelo e cominciò a frequentare la comunità presieduta dal fratello Luciano Tomasello. Lui si oppose con tutte le sue forze alla conversione della moglie, avendo qualche volta anche reazioni molto violente.

Ma un pomeriggio come tanti altri, anche Antonino Barresi fu toccato dal messaggio della Parola di Dio. Il pastore Luciano Tomasello ricorda nella sua Testimonianza: “Nel 1947, dopo le riunioni fatte in casa con il fratello Lo Galbo, andammo in una casa in Piazza Vittoria 4, era l’abitazione di Francesco Barresi, padre del futuro pastore Antonino Barresi”. Subito dopo la conversione fu battezzato nello Spirito Santo e guarito da una forma ulcerosa all’intestino, che lo avrebbe portato alla morte in poco tempo. Manifestò da subito una certa predisposizione al servizio cristiano e il pastore Tomasello lo coinvolse subito nelle attività della comunità di Palermo. Restò con il fratello Tommasello fino al 1954, anno in cui questi prese la decisione di dissociarsi dalle Assemblee di Dio in Italia. Dopo tale decisione le famiglie Morisco, Barresi, Sferlazza, Orlando e qualche altra, sotto la guida del fratello Vincenzo Federico, aprirono al pubblico un locale in Piazza Magione. In quel tempo anche il fratello Rosario Di Palermo esercitò il suo ministerio nella comunità di Palermo e il fratello Antonino Barresi lo collaborò. Dopo qualche tempo la Comunità si spostò in via Archirafi e anche in questa occasione il fratello Barresi collaborò, prima con il fratello Domenico Barbera, proveniente da Lascari, e poi con il fratello Vincenzo Costanza sino al 1963.

Fu uno dei promotori dell’acquisto del locale di culto di via Luigi Razza, e dal 1964 al 1970 collaborò come membro del Consiglio di Chiesa, e ricopriva la carica di vice anziano. Già dal 1963, su incarico del Consiglio di Chiesa della comunità di via Archirafi, poi trasferitasi in via L. Razza, cominciò a curare un gruppetto di credenti nel quartiere Tommaso Natale di Palermo.

Vi erano pochissime anime, ma Dio benedisse il suo ministerio facendo crescere quell’opera in maniera meravigliosa. Lasciò la comunità di V. L. Razza, per dedicarsi interamente al ministerio a Tommaso Natale. Fu aperto un primo locale in V. Sferracavallo, poi la comunità si trasferì in V. Friscalittari. Grazie alla sua attività evangelistica nacquero altre due missioni: Palermo Partanna Mondello e Palermo Arenella.

Lavorò con grande impegno e grande zelo nell’opera di Dio, curando per più di venti anni i fedeli che il Signore gli aveva affidato, gran parte dei quali erano il frutto del suo lavoro di evangelizzazione. Conciliare il faticoso lavoro di imbianchino con quello di pastore ed evangelista non sempre era facile, ma il Signore che dà forza allo stanco e rinnova il vigore a chi è senza forze, non gli fece mancare mai il suo aiuto e così ha potuto portare a termine il compito ricevuto.

Lasciò il ministerio attivo, ancora nel pieno delle sue forze nel 1993, all’età di 74 anni. Ha continuato a collaborare nelle varie comunità sorte grazie alla sua attività, con la sua presenza assidua a tutti i culti, con i suoi consigli, con la sua preghiera, fino a pochi mesi prima della sua morte. In occasione del servizio funebre tenutosi per la sua dipartita è stato letto il testo biblico di Ebrei 13:7 “Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; e considerando quale sia sta la fine del la loro vita, imitate la loro fede.” Non è stata una lettura di circostanza, ma un omaggio sincero reso ad un uomo che si è speso per la proclamazione del Regno di Dio, che è stato strumento nelle mani del Signore per la salvezza di tante anime ed esempio del gregge fino alla sua promozione alla gloria del cielo.

Rodolfo Arata

 

 

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Erasmo Formica 2/6/1949 – 24/05/2014

Il caro fratello Erasmo Formica, Tesoriere della Missione Evangelica Zigana ADI-MEZ, il 24 maggio scorso è stato chiamato alla Casa del Padre, a motivo di un male incurabile che lo ha colpito nei precedenti sei mesi. Ha vissuto il tempo della sua tremenda malattia nel silenzio di una grandissima dignità, condividendo il suo male unicamente con il suo Maestro Gesù. Erasmo Formica era nato a Rodi di Ferrara il 2 giugno 1949. Da quando nel 1990 accettò il Signore nel suo cuore, si è sempre dimostrato un uomo con un particolare senso di servizio per il suo Signore. È stato subito di grande aiuto per ottenere le autorizzazioni per lo svolgimento dei convegni evangelistici della MEZ in tutto il Nord Italia. Quando nel 1992 gli fu proposto di assumere la responsabilità di Tesoriere della MEZ, accettò ma con molta titubanza, conscio del peso e dell’impegno che ciò avrebbe comportato. Poi, però, mostrò grandi capacità e straordinaria dedizione al suo servizio, che ha onorato per circa vent’anni con fedeltà, serietà e onorabilità. Attraverso questo suo servizio è stato conosciuto e apprezzato da tanti fratelli delle ADI, tra i quali, in modo particolare: i fratelli Francesco Toppi, il compianto Paolo Arcangeli, i fratelli Angelo Gargano e Samuele Plasmati con i quali ha lavorato per molti anni, e nell’ultimo periodo anche il fratello Elio Varricchione. Il giorno del suo funerale è stata un’occasione di grande testimonianza cristiana per i numerosi parenti e amici presenti con i tanti fratelli di fede. La Parola di Dio è stata predicata con grande passione dai fratelli Jacob e Moise Landauer. Al fratello Felice Antonio Loria, presidente delle ADI, al Consiglio Generale delle Chiese e a tutti i nostri fratelli giunga il nostro ringraziamento per le calorose dimostrazioni di affetto che ci sono giunte da diverse parti d’Italia. Il fratello Erasmo Formica ci ha lasciati, ma il suo buon profumo è rimasto tra noi. I segni del suo profondo rispetto per l’Opera di Dio, la sua gentilezza e la sua affabilità, rimarranno scolpiti per sempre nei nostri cuori, come una eredità spirituale di valore infinito che lascia alla moglie Lidia e alla figlia Monica, insieme a tutti noi che l’abbiamo amato.

Il Comitato ADI-MEZ

Francesco Toppi 01/01/1928 – 14/08/2014

Il pastore Francesco Toppi era nato a Roma il 1° gennaio del 1928,

Il pastore Francesco Toppi 

Il pastore  Francesco Toppi era nato a Roma il 1° gennaio del 1928, , da Gioacchino e Gina Gorietti, in una modesta abitazione situata su Via Labicana, a poche centinaia di metri dal Colosseo. Sua madre, non ancora credente, – il padre invece aveva già accettato l’Evangelo e si era convertito -, lo fece battezzare secondo il rito cattolico romano presso la non lontana chiesa di Sant’Alfonso, in fondo a Via Merulana, all’angolo con via Labicana.
La famiglia si trasferì ben presto in altra zona di Roma, al quartiere Trieste, dove Francesco Toppi trascorse la sua infanzia e la sua prima adolescenza. Nel frattempo anche la madre si convertì all’Evangelo e la famigliola frequentava le riunioni presso il locale di culto sito in via Adige, il primo storico, locale della comunità di Roma. Nel 1935 iniziò il duro periodo delle persecuzioni fasciste, che si protrasse fino al 1944. Il 6 giugno 1943, il padre Gioacchino, la madre, la nonna, insieme a decine di altri credenti, furono arrestati durante una retata della polizia fascista, in una casa dove si riunivano clandestinamente per celebrare il culto al Signore. Rimasero in carcere ben ventitré giorni. Finito il periodo della persecuzione e ottenuta la libertà religiosa, nel corso di riunioni speciali che si tenevano presso i locali dell’YMCA, in Via Curtatone, non lontano dalla stazione Termini, ospite il pastore di origine svizzera Herman Parli, Francesco Toppi si convertì all’Evangelo appena diciassettenne, realizzando l’esperienza della nuova nascita insieme ad un cospicuo numero di giovani della chiesa di Roma, Via dei Bruzi, tra cui il suo fraterno amico e inseparabile compagno di tante esperienze nel ministerio cristiano, Paolo Arcangeli. Terminati gli studi di scuola media superiore e ottenuto il diploma di ragioneria, scelse di iscriversi alla Scuola Biblica in Gran Bretagna, l’IBTI, che all’epoca aveva sede a Leamington Spa ed era diretta dall’indimenticabile pastore Fred Squire, usato potentemente da Dio per la costituzione di decine di chiese in Inghilterra.
Francesco Toppi iniziò il corso di studi nel 1947 e lo terminò nel 1949. Durante il periodo di permanenza alla scuola biblica fu battezzato nello Spirito Santo e nel corso di una indimenticabile riunione di preghiera, sempre durante il corso di studi, il Signore gli annunciò profeticamente che lo avrebbe usato efficacemente nel suo paese d’origine. Dopo una breve parentesi all’estero, precisamente in Nord Europa, nella penisola scandinava, rientrò in Italia e fu iscritto nel Ruolo Generale dei Ministeri a tempo pieno il 21 dicembre 1949 e inviato in Calabria, a Casabona (KR), dove il Signore lo usò per lo sviluppo di un nutrito gruppo di credenti.
Dopo un periodo durante il quale svolse il suo ministerio nei paesi della Valle Caudina, in provincia di Benevento, fu pastore a Torino, dal 1953 al 1958, dove conobbe Annamaria Ferretti. Si sposarono il 14 giugno 1959 e sono stati uniti nel vincolo del matrimonio per oltre 55 anni, in un rapporto che possiamo definire complementare e proprio per questo conosciuti come il fratello e la sorella Toppi. Ricordo nel corso della celebrazione di un matrimonio presso la chiesa di Via dei Bruzi, mentre il fratello Toppi esortava gli sposi alla
mutua collaborazione nel servizio al Signore, levò lo sguardo verso la galleria dove all’organo era seduta la sor. Toppi e disse: “La nostra vita non è stata facile, ma è stata una vita bella, perché la vita più bella è quella che si consuma per il Signore”.
Dopo gli anni trascorsi a Torino, Francesco Toppi fece rientro a Roma, perché i fratelli responsabili delle Assemblee di Dio in Italia avevano nel frattempo avviato il progetto di realizzazione dell’Istituto Biblico Italiano. Fu indicato come Segretario della Scuola Biblica e partì quasi subito per gli Stati Uniti dove soggiornò per circa sei mesi svolgendo un ampio ciclo di visite per la raccolta di offerte tra le chiese del Nord America, che vollero collaborare alla costruzione dell’edificio, attuale sede dell’Istituto Biblico Italiano. Nel 1961 venne eletto pastore della storica chiesa di Roma – Via dei Bruzi, di cui ha mantenuto la conduzione fino al 2007, coadiuvato dal 1995 dall’attuale pastore della comunità, Salvatore Cusumano.

Nel frattempo, all’età di ventisei anni, era stato già eletto membro del Consiglio Generale delle Chiese. Il tempo passava e mentre svolgeva il ministerio pastorale a Roma e insegnava alla Scuola Biblica, dove ha collaborato fino a pochi anni fa impartendo corsi sulle più disparate discipline bibliche, le condizioni di salute del pastore Umberto Nello Gorietti, primo indimenticabile Presidente e Legale Rappresentante delle Assemblee di Dio in Italia, artefice del conseguimento del riconoscimento giuridico dell’Ente Morale “Assemblee di Dio in Italia” e di tante battaglie per la libertà di predicazione dell’Evangelo, andavano sempre più peggiorando, finché, nell’Assemblea Generale svoltasi a Napoli nel 1977, il pastore Toppi fu eletto Presidente e Legale Rappresentante dell’Ente Morale “Assemblee di Dio in Italia”, carica che ricoprirà ininterrottamente fino al 2007. Il suo trentennale servizio a favore della fratellanza si è caratterizzato soprattutto per l’adozione di tanteiniziative volte all’istruzione biblica, all’evangelizzazione, nonché alla organizzazione interna dell’Ente Morale, ma soprattutto alla stipula della Legge d’Intesa con il Governo Italiano, approvata dal Parlamento Italiano dopo anni di trattative, il 22 novembre 1988 e denominata appunto “Legge 22 novembre 1988, n. 517”. Frequente, a questo proposito, era il ricordo del pastore Toppi di ciò che accadde il giorno della firma della Legge d’Intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri allora in carica, il 29 dicembre 1986, a Palazzo Chigi. Mentre si apprestava ad apporre la propria firma in calce al documento, gli tornò in mente un episodio della sua adolescenza, quando, non ancora convertito all’Evangelo, si trovò a passare per Via XX Settembre, a Roma, ed entro nella Chiesa Metodista e formulò una preghiera a Dio: “Signore, io non sono convertito, ma semmai un giorno dovessi diventare qualcuno aiutami a fare qualcosa per i miei genitori, perché al mio popolo possa essere riconosciuta piena dignità e concessa la facoltà di predicare l’Evangelo nella libertà!”. “Per l’emozione che mi suscitò quel ricordo, la grafia della mia firma, come si può notare, è alquanto incerta”, amava precisare.

Il pastore Francesco Toppi ha scritto un consistente numero di libri tra i quali ricordiamo “A domanda risponde”, “E mi sarete testimoni”, “Il Vangelo secondo Giobbe”, “Madri in Israele”, nonché le biografie di Luigi Francescon, Pietro Menconi, Massimiliano Tosetto, Michele Palma, Michele Nardi e Umberto Gorietti, così come anche l’utile volumetto “Il battesimo, perché”, mentre ha curato la biografia di Vincenzo Federico, insieme alla traduzione dall’inglese di numerosi inni e cantici, nonché di articoli che via via venivano pubblicati sui più noti giornali pentecostali del mondo. Come non ricordare al riguardo la fondazione del giornale “Cristiani Oggi”, quindicinale di evangelizzazione e informazione, che iniziò le pubblicazioni nel 1980 e che egli ha diretto per ventisette anni, fino al 2007.

Dopo quasi sessant’anni di attività al servizio del Signore, dell’Evangelo e della fratellanza, il pastore Francesco Toppi ha trascorso i suoi ultimi anni in un piccolo paesino a circa venti chilometri da Roma, insieme alla sua consorte Annamaria e alla loro figlia, Lucilla.

Ci lascia l’eredità:
– di una fede in Dio intima, profonda, vigorosa, incrollabile. Amava spesso ripetere: “Io lascio fare al Signore” oppure: “Per quanto debole, il Signore veglierà sempre sull’Opera Sua”;
– di un amore incondizionato per il suo Salvatore e per la Parola di Dio, superiore ad ogni possibile affetto terreno, che pure ha sempre onorato, scevro da ogni riguardo e interesse personale, libero da ogni predilezione ed enfasi posta sugli aspetti più esteriori e appariscenti della vita terrena. A questo proposito, mi concederei il ricordo di qualche altra soltanto delle sue tante affermazioni, che avevano l’effetto di suscitare riflessione e meditazione nell’interlocutore: ”Il giorno in cui ci allontaneremo dalla Scrittura saremo in gravissimo pericolo” oppure “Il Signore non ci può approvare per le nostre azioni, che saranno sempre imperfette, ma può apprezzarci soltanto per la bontà dei nostri sentimenti”;
– e riceviamo l’eredità di uno zelo per l’Opera di Dio, che tante sofferenze, prove, avversità non hanno potuto estinguere, uno zelo che si spingeva spesso fino a quella gelosia di cui parla l’Apostolo Paolo: “… io son geloso di voi d’una gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo” (II Corinzi 11:2).
Possiamo infine citare e in parte parafrasare le ultime parole del libro di Ester affermando che il pastore Francesco Toppi è stato un credente rispettato “dalla moltitudine dei suoi fratelli; cercò il bene del suo popolo, e parlò per la pace di tutta la sua” gente (10:3).

Eliseo Cardarelli

Renata Maria MANFREDI in COSTANZA

Renata Maria MANFREDI in COSTANZA nacque il 4 agosto 1935 a Roma, dove i suoi genitori, Luigi ed Elvira, con sua sorella Charina Paola, provenienti da Pastena (Frosinone) si erano trasferiti dopo la loro conversione a Cristo. Renata ebbe il privilegio di conoscere e crescere fra i credenti ed i pionieri della prima generazione di fede pentecostale a Roma, tempi di grande risveglio spirituale ed anche di persecuzione. All’età di 9 anni, nel corso di una lezione della Scuola Domenicale, impartita dall’indimenticabile monitrice Eliana Rustici, Renata fu battezzata nello Spirito Santo, esperienza che l’accompagnò attraverso gli anni. Sei anni dopo, il suo pastore, Roberto Bracco, accettò di battezzarla in acqua, ora che Renata era cresciuta in età..  Nel 1954, frequentò uno dei primi corsi presso la neonata Scuola Biblica delle ADI a Roma, dove incontrò il giovane pastore siciliano, Vincenzo Costanza, che sarebbe diventato suo marito. Renata e Vincenzo furono uniti in matrimonio il 15 maggio 1960 presso la Chiesa ADI Via dei Bruzi, dal pastore R. Bracco mentre i fratelli U.N. Gorietti ed A. Perna furono i loro testimoni. Dopo il matrimonio, Renata e Vincenzo vissero a Palermo, servendo il Signore a pieno tempo e prendendo cura delle chiese ADI a Palermo (Via Luigi Razza) e Misilmeri fino al 1964. Dopo la perdita della prima bambina, i coniugi Costanza furono rallegrati dalla nascita di Giovanna ed Elisabetta. Nel 1965, a seguito di una chiamata missionaria specifica fra gli emigrati italiani all’estero, la piccola famiglia Costanza si trasferì a Liegi (Belgio), dove iniziarono la loro coraggiosa “avventura di fede” volta alla salvezza di tante anime e all’edificazione del Regno di Dio nel bacino di Liegi e dintorni. In Belgio nacquero altri tre figli: Franca, Daniele e Lidia. Renata, che considerava la maternità come una missione affidatale da Dio, fu una madre esemplare, instancabilmente dedicata al benessere dei suoi figli. Nel 1976, la famiglia Costanza si trasferì in Francia, precisamente nel comune di St. Louis, ai confini con la Svizzera e la Germania. Fino al 1996, i coniugi Costanza pasturarono la chiesa italiana a Basilea, aprendo altre missioni nella zona delle Tre Frontiere. Dal 1996 al 2006, continuarono l’opera evangelistica e pastorale a St. Louis (Francia) e in vari comuni limitrofi in Germania. Per ben 46 anni, Renata fu la fedele collaboratrice di suo marito non solo nel ministero pastorale, ma anche nello sviluppo di varie attività nel seno delle Chiese Cristiane Italiane nel Nord Europa, tra cui l’opera Dorcas fra le donne. Per tanti anni, Renata servì come coordinatrice delle sorelle in Svizzera, organizzando conferenze per le donne e curando la redazione del loro apposito Bollettino informativo. Nel 2006, i coniugi Costanza decisero di rientrare in Italia, stabilendosi a Pieve di Cento (BO) e inserendosi nella Comunità ADI di Cento (FE), dove Renata fu membro assiduo e attivo. Tra l’altro ebbe la gioia di avviare l’incontro mensile delle donne e di incoraggiare tanti credenti. Renata è vissuta al servizio del Suo Salvatore e Signore e al servizio del suo prossimo fino al suo ultimo respiro. La sua più grande gioia era di parlare di Gesù, leggere e studiare la Parola di Dio, contribuire allo sviluppo dell’opera di Dio in qualunque maniera possibile. Lascia una grande eredità spirituale ai suoi 5 figli, 11 nipoti, una pronipote e a tanti credenti che l’hanno conosciuta. Dopo oltre un mese di crescente sofferenza fisica, affrontata con coraggio e serenità, Renata è entrata nel riposo eterno, il 10 luglio 2013, alle ore 7.05, riposo riservato a quanti sono fedeli a Dio fino alla fine. Uno dei suoi versi preferiti era il seguente: “Grande pace hanno quelli che amano la tua legge, e non c’è nulla che li possa far cadere” (Salmo 119:165)

Daniele Costanza

Francesco Lazzaro 1942 – 2012

Il fratello pastore Francesco Lazzaro è nato a Badolato (CZ) l’11 giugno 1942, primo di dieci figli. Da ragazzo iniziò giovanissimo a lavorare come contadino prima, nell’edilizia poi. A 18 anni incontrerà la sorella Angelina che diventerà poi sua sposa e con la quale formerà una famiglia allietata dai figli Abramo,Debora, Gionatan e Rossella.Il fratello Francesco Lazzaro si convertirà all’Evangelo da giovanissimo e, fin da subito,maturò il desiderio di servire il Signore prima in Calabria, sua terra di origine, poi in Svizzera, a seguito della chiamata del Signore nella guida benedetta dello Spirito Santo. Nel principio suo consigliere è stato il fratello pastore Giuseppe Pelaggi.Successivamente il fratello Francesco Lazzaro,nel corso del suo ministerio pastorale,ha avuto modo di maturare sentite amicizie con diversi conservi dell’opera di Dio, inparticolare con il fratello Cesare Cananzi.Arrivato a Torino collaborerà nell’ambito del gruppo giovanile della Chiesa ADI divia Issiglio curata allora dal pastore Antonio Santoro. Nel primo periodo della sua residenza a Rivoli (To) con alcuni credenti conterranei darà avvio a delle riunioni di preghiera in famiglia le quali, in breve tempo, divennero sempre più frequentate al punto che si rese necessario aprire un locale di Culto in via Fratelli Pio l. Dopo pochi anni il locale divenne insufficiente a contenere i credenti che si radunavano. Fu così che nel 1983 il fratello Lazzaro,con l’apporto dei fratelli del luogo, edificherà il nuovo locale di Culto di via Lincoln 2/A,forte della competenza acquisita nella sua attività professionale di impresario edile,lavoro secolare che avrebbe lasciato in seguito per servire a pieno tempo il Signore. Sempre negli anni ‘80, vista la necessità di curare i credenti nel comune di Cuorgné (To), inizierà il suo impegno evangelistico e pastorale anche nel Canavese, oltre che nella Valle di Susa. A Rivoli come a Cuorgné oggi si radunano, per la grazia del Signore l’infaticabile impegno del fratello Lazzaro,un numero considerevole di credenti nel locale di culto appena ristrutturato. Questi edifici sono per i credenti segno di continuità nell’Opera di Dio. A fronte del suo servizio a Dio, oltre alla comunità di Rivoli, si annoverano nell’elenco le Chiese ADI di Avigliana, Sant’Antonino di Susa, la missione di Susa, Cuorgné eIvrea, affidate poi alla cura di altri servi del Signore. Impegnato nel corso degli anni anche nel Comitato della Zona Italia Nord-Ovest come consigliere, si è speso, inoltre, a supporto del Comitato Centro Comunitario Evangelico“Val d’Ulivi” anche come incaricato del coordinamento delle attività evangelisti che della Zona; in questo servizio esprimeva al meglio la sua vocazione di araldo dell’Evangelo. A seguito di 50 anni di ministerio pastorale,particolarmente provato da lutti, malattie,e sofferenze di vario genere, ricordiamo il fratello Lazzaro come un uomo di fede. Sempre pronto ad incoraggiare gli altri,disposto con qualunque sforzo e impegno a proseguire il cammino. Il fratello Lazzaro ha sempre desiderato vivere per servire il Signore!A motivo dell’approssimarsi del giorno della sua emeritazione, i progetti con la sua amata sposa erano di visitare le chiese per condividere le esperienze di fede ed il suo ministerio. Il Signore ha deliberato altrimenti come a

significare che il “suo corso era compiuto”. Lo ricorderemo in camicia e cravatta anche nello svolgere lavori pratici;lo ricorderemo per la sua vitalità ma, soprattutto, per il suo profondo attaccamento alle Chiese in sua cura ancorché alla benedetta Parola di Dio. Sentendo la mancanza per la sua dipartita, siamo vicini alla famiglia. Ora più che mai ci sentiamo in dovere di applicarci con maggiore  impegno nell’opera del Signore,per poter unirci un giorno anche noi alle parole dell’apostolo nell’incoraggiarci vicendevolmente, dicendo: “Fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili,sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore”(1 Cor.15:58).I funerali si sono celebrati venerdì 24 agosto 2012 nel locale di Culto della Chiesa Cristiana Evangelica ADI di Rivoli alla presenza di centinaia di credenti,di conoscenti e a diversi pastori della Zona Italia Nord-Ovest ed ella Lombardia che affollavano,nonostante il periodo di ferie estive, il locale di Culto sia all’interno che all’esterno. La predicazione dell’Evangelo, udibile anche a coloro che erano rimasti fuori dal locale, è stata porta dal pastore F.A. Loria, presidente delle Assemblee di Dio in Italia, il quale, prendendo spunto dal Salmo 73, ha incoraggiatogli astanti ed in modo particolare la sorella Angelina, consorte del fratello Lazzaro, ed i figlia rimanere vicini al Signore nonostante le prove che a volte dobbiamo affrontare nel corso della nostra vita su questa terra.

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Antonino Barresi 1919 – 2012

Antonino Barresi 1919 – 2012

Domenica 20 maggio, all’età di 92 anni, il fratello Antonino Barresi è andato con il Signore. Era nato a Palermo il 18 settembre 1919, primogenito di cinque figli. Di famiglia modesta, il padre era un piccolo commerciante di prodotti per la casa e la madre casalinga. Non ebbe possibilità di studiare: conseguita la terza  elementare, fu necessario che andasse a lavorare per sovvenire alle necessità economiche della famiglia. Imparò il mestiere di imbianchino. Iniziò tinteggiando i marciapiedi delle stazioni ferroviarie, finì per essere uno degli artigiani più apprezzati nella città di Palermo. A 19 anni prestò il servizio militare di leva in Marina. Mentre era sotto le armi scoppiò la Seconda Guerra Mondiale che lo vide impegnato come cannoniere nel cacciatorpediniere Ardito. Dopo varie vicissitudini, fu fatto prigioniero dai tedeschi e condotto ai lavori forzati. Dopo qualche tempo riuscì a scappare, restando nascosto nelle campagne di Orvieto, in casa di una famiglia di contadini, fino al suo ritorno a Palermo, nel ’44. Al termine della guerra, in una Palermo devastata dai bombardamenti, si unì in matrimonio con Rosa Chinzi, da cui ebbe 4 figli, Francesco, Maria, Angela e Olga. Nel 1947 la moglie si convertì all’Evangelo e cominciò a frequentare la comunità presieduta dal fratello Luciano Tomasello. Lui si oppose con tutte le sue forze alla conversione della moglie, avendo qualche volta anche reazioni molto violente. Ma un pomeriggio come tanti altri, anche Antonino Barresi fu toccato dal messaggio della Parola di Dio. Il pastore Luciano Tomasello ricorda nella sua Testimonianza: “Nel 1947, dopo le riunioni fatte in casa con il fratello Lo Galbo, andammo in una casa in Piazza Vittoria 4, era l’abitazione di Francesco Barresi, padre del futuro pastore Antonino Barresi”. Subito dopo la conversione fu battezzato nello Spirito Santo e guarito da una forma ulcerosa all’intestino, che lo avrebbe portato alla morte in poco tempo. Manifestò da subito una certa predisposizione al servizio cristiano e il pastore Tomasello lo coinvolse subito nelle attività della comunità di Palermo. Restò con il fratello Tommasello fino al 1954, anno in cui questi prese la decisione di dissociarsi dalle Assemblee di Dio in Italia. Dopo tale decisione le famiglie Morisco, Barresi, Sferlazza, Orlando e qualche altra, sotto la guida del fratello Vincenzo Federico, aprirono al pubblico un locale in Piazza Magione. In quel tempo anche il fratello Rosario Di Palermo esercitò il suo ministerio nella comunità di Palermo e il fratello Antonino Barresi lo collaborò. Dopo qualche tempo la Comunità si spostò in via Archirafi e anche in questa occasione il fratello Barresi collaborò, prima con il fratello Domenico Barbera, proveniente da Lascari, e poi con il fratello Vincenzo Costanza sino al 1963. Fu uno dei promotori dell’acquisto del locale di culto di via Luigi Razza, e dal 1964 al 1970 collaborò come membro del Consiglio di Chiesa, e ricopriva la carica di vice anziano. Già dal 1963, su incarico del Consiglio di Chiesa della comunità di via Archirafi, poi trasferitasi in via L. Razza, cominciò a curare un gruppetto di credenti nel quartiere Tommaso Natale di Palermo. Vi erano pochissime anime, ma Dio benedisse il suo ministerio facendo crescere quell’opera in maniera meravigliosa. Lasciò la comunità di V. L. Razza, per dedicarsi interamente al ministerio a Tommaso Natale. Fu aperto un primo locale in V. Sferracavallo, poi la comunità si trasferì in V. Friscalittari. Grazie alla sua attività evangelistica nacquero altre due missioni: Palermo Partanna Mondello e Palermo Arenella. Lavorò con grande impegno e grande zelo nell’opera di Dio, curando per più di venti anni i fedeli che il Signore gli aveva affidato, gran parte dei quali erano il frutto del suo lavoro di evangelizzazione. Conciliare il faticoso lavoro di imbianchino con quello di pastore ed evangelista non sempre era facile, ma il Signore che dà forza allo stanco e rinnova il vigore a chi è senza forze, non gli fece mancare mai il suo aiuto e così ha potuto portare a termine il compito ricevuto. Lasciò il ministerio attivo, ancora nel pieno delle sue forze nel 1993, all’età di 74 anni. Ha continuato a collaborare nelle varie comunità sorte grazie alla sua attività, con la sua presenza assidua a tutti i culti, con i suoi consigli, con la sua preghiera, fino a pochi mesi prima della sua morte. In occasione del servizio funebre tenutosi per la sua dipartita è stato letto il testo biblico di Ebrei 13:7“Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; e considerando quale sia sta la fine del la loro vita, imitate la loro fede.” Non è stata una lettura di circostanza, ma un omaggio sincero reso ad un uomo che si è speso per la proclamazione del Regno di Dio, che è stato strumento nelle mani del Signore per la salvezza di tante anime ed esempio del gregge fino alla sua promozione alla gloria del cielo.

Rodolfo Arata

Erasmo Formica 1949 – 2012

Erasmo Formica 1949 – 2012

Il caro fratello Erasmo Formica, Tesoriere della Missione Evangelica Zigana ADI-MEZ, il 24 maggio scorso è stato chiamato alla Casa del Padre, a motivo di un male incurabile che lo ha colpito nei precedenti sei mesi. Ha vissuto il tempo della sua tremenda malattia nel silenzio di una grandissima dignità, condividendo il suo male unicamente con il suo Maestro Gesù. Erasmo Formica era nato a Rodi di Ferrara il 2 giugno 1949. Da quando nel 1990 accettò il Signore nel suo cuore, si è sempre dimostrato un uomo con un particolare senso di servizio per il suo Signore. È stato subito di grande aiuto per ottenere le autorizzazioni per lo svolgimento dei convegni evangelistici della MEZ in tutto il Nord Italia. Quando nel 1992 gli fu proposto di assumere la responsabilità di Tesoriere della MEZ, accettò ma con molta titubanza, conscio del peso e dell’impegno che ciò avrebbe comportato. Poi, però, mostrò grandi capacità e straordinaria dedizione al suo servizio, che ha onorato per circa vent’anni con fedeltà, serietà e onorabilità. Attraverso questo suo servizio è stato conosciuto e apprezzato da tanti fratelli delle ADI, tra i quali, in modo particolare: i fratelli Francesco Toppi, il compianto Paolo Arcangeli, i fratelli Angelo Gargano e Samuele Plasmati con i quali ha lavorato per molti anni, e nell’ultimo periodo anche il fratello Elio Varricchione. Il giorno del suo funerale è stata un’occasione di grande testimonianza cristiana per i numerosi parenti e amici presenti con i tanti fratelli di fede. La Parola di Dio è stata predicata con grande passione dai fratelli Jacob e Moise Landauer. Al fratello Felice Antonio Loria, presidente delle ADI, al Consiglio Generale delle Chiese e a tutti i nostri fratelli giunga il nostro ringraziamento per le calorose dimostrazioni di affetto che ci sono giunte da diverse parti d’Italia. Il fratello Erasmo Formica ci ha lasciati, ma il suo buon profumo è rimasto tra noi. I segni del suo profondo rispetto per l’Opera di Dio, la sua gentilezza e la sua affabilità, rimarranno scolpiti per sempre nei nostri cuori, come una eredità spirituale di valore infinito che lascia alla moglie Lidia e alla figlia Monica, insieme a tutti noi che l’abbiamo amato.

Il Comitato ADI-MEZ